lunedì 2 gennaio 2012

CHE E L'EPIFANIA?


Epifania del Signore

Avvenimento celebrato Visita dei Magi
Feste correlate Battesimo di Gesù, Natale
Tradizioni profane Tradizione della Befana, scambio di doni

L'Epifania od anche Epifania del Signore, nel linguaggio contemporaneo, è una festa cristiana celebrata il 6 gennaio, cioè dodici giorni dopo il Natale. Nei Paesi in cui non è festività civile, viene spostata alla domenica tra il 2 e l'8 gennaio. L'Epifania è con l'Ascensione, la Pentecoste ed il Natale una delle massime solennità che la Chiesa celebra, inferiori di grado solo alla Pasqua.Il termine epifania deriva dal greco antico, verbo ἐπιφάινω, epifàino (che significa "mi rendo manifesto") e dal discendente sostantivo femminile ἐπιφάνεια, epifanèia (che può significare manifestazione, apparizione, venuta, presenza divina). In San Giovanni Crisostomo 'Eπιφάνια assume la valenza ulteriore di "Natività di Cristo". Al termine principale Epifania si associano termini derivati come per esempio l'aggettivo epifanico ed i sinonimi anzidetti.

Cenni storici. Il termine ἐπιφάνεια veniva utilizzato dai greci per indicare l'azione o la manifestazione di una divinità (mediante miracoli, visioni, segni, ecc.).

Pala dell'altare maggiore della chiesa parrocchiale di Ortisei consacrata alla epifania e a San Ulderico vescovo. Dipinto di Josef Moroder-Lusenberg del 1880 caNel III secolo i cristiani iniziarono a commemorare, con il termine Epifania, le manifestazioni divine (come i miracoli, i segni, le visioni, ecc.) di Gesù. In particolare, tra queste manifestazioni si sono sottolineate: l'adorazione da parte dei Re Magi, il battesimo di Gesù ed il primo miracolo avvenuto a Cana. Oggi con questo termine si intende, invece, la prima manifestazione pubblica della divinità, con la visita dei Magi (sacerdoti astronomi Persiani) al bambinello Gesù.

Nel mondo ortodosso, alcuni usano il termine Epifania per indicare la festa che cade sempre il 6 gennaio (o tredici giorni più tardi nelle Chiese che seguono il calendario giuliano) e viene più correntemente chiamata Teofania. In questo giorno viene celebrato il battesimo di Gesù nel Giordano, mentre la visita dei Magi, commemorata dai Cattolici di rito latino e da altre Chiese occidentali in una festa a sé, nelle chiese di rito bizantino viene celebrata il giorno stesso del Natale.

Teologia Epifanio ci racconta il Battesimo di Gesù come la manifestazione della sua divinità:

« ... Quando tutto il popolo si fu battezzato, venne anche Gesù e fu battezzato da Giovanni. E allorché uscì dall'acqua, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito Santo in forma di colomba che discendeva e penetrava in lui. E dai cieli venne una voce che disse: Tu sei il mio figlio diretto: in te mi sono compiaciuto. E poi ancora: Io oggi ti ho generato. E in quel momento una gran luce illuminò tutto il luogo. Vedendolo Giovanni gli disse: Tu chi sei? E di nuovo una luce dal cielo a lui: Questo è il mio figlio diletto in cui mi sono compiaciuto. Allora Giovanni gettandosi ai suoi piedi disse: Ti prego Signore, battezzami tu! Ma egli vi si oppose, dicendo: Lascia, perché così conviene si adempiscano le cose » (Epifanio, Haer. XXX 13,7)

Riguardo alla nascita di Gesù il testo dei Vangeli, come quello di tutte le altre opere di scrittori antichi, è il frutto di un lavoro storico, filologico e dottrinale che richiede delle scelte tra alternative differenti. Ad esempio Epifanio cita un passo del vangelo di Luca 3,22 diverso da quello riportato dalle attuali traduzioni della Bibbia; questa discrepanza è presente in vari codici, tra cui il codice Bezæ: le parole di Dio sono rese σὺ εἶ ὁ υἱὸς μου ὁ ἀγαπητὸς, εγὼ σήμερον γεγέννεκα σε (su ei huios mou ho agapetos, ego semeron gegenneka se, Tu sei il mio figlio prediletto, in questo giorno ti ho generato) al posto di ἐν σοὶ εὐδόκησα (en soi eudokesa, in te mi sono compiaciuto).

I Magi sono stati interpretati come Re Magi per l'influsso di Isaia 60,3, e sono stati attribuiti loro i loro nomi di Melchiorre (semitico), Gaspare (camitico) e Baldassarre (iafetico).

Secondo il Vangelo di Matteo (2,2) i Magi (non precisati nel numero), guidati in Giudea da una stella (αστερα, da ἀστήρ, stella od astro), portano in dono a Gesù bambino, riconosciuto come "re dei Giudei" (Mt 2,2: βασιλευς των ιουδαιων), oro (omaggio alla sua regalità), incenso (omaggio alla sua divinità) e mirra (anticipazione della sua futura sofferenza redentrice) e lo adorano.

Con l'Epifania si celebra la prima manifestazione della divinità di Gesù all'intera umanità, con la visita solenne, l'offerta di doni altamente significativi e l'adorazione dei magi, autorevoli esponenti di un popolo totalmente estraneo al mondo ebraico e mediterraneo. Avvenimento di fondamentale importanza per la tradizione cristiana, che ha trovato riscontro in numerosissime opere d'arte.

venerdì 30 dicembre 2011


CALENDARIO DEI SANTI
MESE DI GENNAIO


1º gennaio: Maria Santissima Madre di Dio e Circoncisione di Gesù
2 gennaio: santi Basilio Magno e Gregorio Nazianzeno - Memoria
3 gennaio: Santissimo Nome di Gesù
4 gennaio: sant'Elisabetta Anna Bayley Seton (vedova)
5 gennaio: san Giovanni Nepomuceno (vescovo)
6 gennaio: Epifania - e Magi Gaspare, Melchiorre, Baldassarre
7 gennaio: san Raimondo di Peñafort - Memoria
8 gennaio: san Severino abate monaco del V secolo)
9 gennaio: san Marcellino (vescovo di Ancona del V secolo)
10 gennaio: sant'Aldo eremita; William Laud; sant'Odilone
11 gennaio: sant'Igino (papa del II secolo); san Teodosio il Cenobiarca
12 gennaio: Bernardo da Corleone e Aelredo di Rievaulx
13 gennaio: sant'Ilario di Poitiers (vescovo del IV secolo) - Memoria
14 gennaio: san Felice di Nola (confessore e martire)
15 gennaio: San Mauro, San Diego e san Macario il Vecchio
16 gennaio: San Marcello (papa del IV secolo)
17 gennaio: sant'Antonio abate, san Sulpicio
18 gennaio: Santa Margherita d'Ungheria (principessa)
19 gennaio: Santi Mario, Marta, Audiface e Abaco (martiri)
20 gennaio: San Fabiano (papa, III secolo), San Sebastiano (martire)
21 gennaio: Sant'Agnese (vergine e martire) - Memoria
22 gennaio: Santi Vincenzo (diacono e martire), Anastasio (martire)
23 gennaio: Sant'Emerenziana (vergine e martire), Santa Messalina,
24 gennaio: San Francesco di Sales (vescovo del XVII secolo)
25 gennaio: Conversione di Paolo - Santi Gioentino e Massimino
26 gennaio: Santi Timoteo e Tito - Memoria; San Policarpo
27 gennaio: Sant'Angela Merici - Memoria
28 gennaio: San Tommaso d'Aquino (dottore della Chiesa)
29 gennaio: San Valerio; San Costanzo: San Gildas e San Sulpicio
30 gennaio: Santa Martina, Santa Giacinta Marescotti
31 gennaio: San Giovanni Bosco - Memoria,

mercoledì 21 dicembre 2011

martedì 20 dicembre 2011

Messaggio di Natale 2011
del Custode di Terra Santa


“Il regno dei cieli è simile a un tesoro, nascosto nel campo; un uomo o la donna lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo”. (Mt 13,44)

Natale, è la storia di un Dio, venuto a nascondersi, in un campo.Nascosto, nel Suo farsi piccolo, figlio di Dio, bambino, come ogni altro bambino. Nascosto, nel Suo nascere in silenzio, a Betlemme. Betlemme, piccolissimo villaggio di un piccolo paese, posto ai margini estremi di un immenso impero, in una terra che allora, come oggi, non conosce la pace. Natale è anche storia di campi e di tesori, di uomini che trovano il campo e il tesoro. A molti, infatti, giunge la notizia che il tesoro è proprio lì, in quel campo! Purtroppo, non tutti lo cercano, non tutti lo trovano, non tutti lasciano tutto per averlo.

Per possedere il tesoro bisogna, prima, spogliarsi di tutto. È questa l’unica via! Non basta trovare il tesoro, non basta sapere dov’è. Bisogna giocarsi la vita.

Le Scritture sono la storia di questo tesoro, nascosto nel campo, che è il cuore dell’uomo e della donna. Perché ogni campo, ogni cuore, può nascondere il tesoro. Le Scritture, sono la storia di tanti uomini e donne, come noi, che si sono giocati tutto davanti a questa scoperta. Abramo, ha lasciato la propria terra, i propri dèi. Mosè, ha perduto le sicurezze del suo piccolo esilio. Davide, si è messo in gioco, con tutto il suo essere, compreso il suo peccato. Giobbe, ha dovuto perdere tutto, per riuscire a conoscere Dio. E poi i profeti, che ci conducono fino ai magi, ai pastori, alla vedova povera, a tutti i piccoli del Vangelo… Tutta gente che non si è tirata indietro. Gente che, di fronte a questa scoperta, a questo incontro, ha capito che l’evento era quello decisivo, senso e cuore di tutto, davanti al quale ogni altra cosa ritrova la giusta dimensione.

Il tesoro non lo trovi per caso, non lo possiedi a metà. Il tesoro ha i colori forti di tutto ciò che è radicale, assoluto. Devi perdere proprio tutto, per averlo. Chi ama, perde tutto. Perché amare significa perdere tutto, donare tutto. Il primo ad assumersi questo rischio è stato proprio Lui, Gesù, nascosto nel campo di Betlemme, nella Speranza che tutti lo possano trovare. È stato Lui a inaugurare la strada del perdere. Ha perso tutto e ha ritrovato l’uomo. Come l’uomo e la donna, che perde tutto, trova Dio.

La fede è rischiare di entrare nella strada di chi, come Lui, sa dimenticare se stesso a favore dell’altro - chiunque sia - e sa indossare gli atteggiamenti che ne derivano: perdono, accoglienza, ascolto, solidarietà …La via del perdere, cadenzata da queste tappe, diventa la via del trovare. Chi la percorre, trova Dio, il fratello o sorella, trova se stesso. In questo modo la vita è trasformata. Può darsi - e di solito è così - che al di fuori sembra non cambi nulla, che la storia e, in particolare la storia della nostra Terra Santa, continui a essere la realtà drammatica che vediamo e viviamo: odi, divisioni, paure, sospetti, pregiudizi, paralisi…

Ma dentro, cambia tutto!

Cambia lo sguardo sulla vita, cambia il modo di starci e - per grazia!- ci si ritrova contenti di questa vita, perché questa vita non è solo un campo, ma è il campo che nasconde il tesoro.

L’augurio, per questo Natale, è quello di diventare persone che si perdono, dentro la propria storia, nel cercare Dio.

E, nel desiderio di Lui si ritrovano, nella scoperta stupita che questo tesoro abita, davvero, il campo della vita, nostra e di coloro che ci stanno accanto.

Fra Pierbattista Pizzaballa
Custode di Terra Santa
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lunedì 19 dicembre 2011


venerdì 9 dicembre 2011

CALENDARIO dei SANTI
Mese di Dicembre


1º dicembre: Sant'Eligio (vescovo)
2 dicembre: Santa Bibiana
3 dicembre: San Francesco Saverio (sacerdote)
4 dicembre: Santa Barbara (patrona dei vigili del fuoco)
5 dicembre: San Saba (abate)
6 dicembre: San Nicola (vescovo)
7 dicembre: Sant'Ambrogio (vescovo e dottore della Chiesa)
8 dicembre: Immacolata Concezione - Solennità
9 dicembre: San Juan Diego Cuauhtlatoatzin (veggente di Guadalupe)
10 dicembre: Beata Vergine Maria di Loreto
11 dicembre: San Damaso I (papa del IV secolo)
12 dicembre: Nostra Signora di Guadalupe
13 dicembre: Santa Lucia da Siracusa - Memoria
14 dicembre: San Giovanni della Croce (dottore della Chiesa)
15 dicembre: Santa Maria Crocifissa Di Rosa
16 dicembre: Santa Albina (martire)
17 dicembre: San Giovanni de Matha
18 dicembre: San Malachia (profeta)
19 dicembre: San Dario di Nicea
20 dicembre: San Domenico di Silos
21 dicembre: San Pietro Canisio (dottore della Chiesa)
22 dicembre: Santa Francesca Saverio Cabrini
23 dicembre: San Giovanni da Kety (sacerdote)
24 dicembre: Santa Adele di Pfalzel
25 dicembre: Natale del Signore
26 dicembre: Santo Stefano protomartire
27 dicembre: San Giovanni Evangelista
28 dicembre: Santi Innocenti - Festa
29 dicembre: San Tommaso Becket (martire)
30 dicembre: san Ruggero di Canne (vescovo)
31 dicembre: San Silvestro I (papa del IV secolo)

domenica 4 dicembre 2011


SABATO 10 di DICEMBRE 2011

martedì 29 novembre 2011

lunedì 21 novembre 2011


L'avvento è presente negli anni liturgici della Chiesa anglicana, cattolica e luterana. In tutte le confessioni questo periodo è contraddistinto da un atteggiamento di attesa del Natale imminente da parte dei fedeli e dal raccoglimento e dalla preghiera per l'accoglienza del Messia di cui si rivive spiritualmente la nascita.

Introito della IV domenica d'Avvento. Nel rito della Chiesa l'Avvento contiene quattro domeniche e può durare quattro settimane. Si compone di due periodi; inizialmente si guarda all'Avvento futuro del Cristo nella gloria alla fine dei tempi, occasione di penitenza; dal 17 dicembre la liturgia pone invece l'attenzione sull'Avvento di Cristo nella pienezza dei tempi, con la sua Incarnazione.

In questo periodo il colore dei paramenti sacri del sacerdote è il viola, tranne la domenica della terza settimana in cui facoltativamente possono essere indossati paramenti rosa. Questa domenica infatti è chiamata Gaudete, a motivo dell'antifona di ingresso della messa, che riporta un passo della Lettera ai Filippesi in cui Paolo invita alla gioia: «Rallegratevi sempre nel Signore: ve lo ripeto, rallegratevi, il Signore è vicino.»; il carattere penitenziale dell'Avvento è dunque stemperato dalla speranza della venuta gloriosa di Cristo.

Nella liturgia delle Sante Messe del periodo di avvento (come in quaresima) non viene recitato l'inno del Gloria. Negli ultimi nove giorni d'avvento è tradizione celebrare, in molte chiese latine, la pratica di devozione della Novena.

sabato 5 novembre 2011

LA SANTA MESSA PER I MESSI
DI NOVEMBRE e DICEMBRE 2011


Giovedi, 03 di novembre, Memoriale x tutte l'anime
Giovedi, 10 di novembre, Memoriale x Daniel Francois
Giovedi, 17 di novembre, Memoriale x Esterina Mastrangelo
Giovedi, 24 di novembre, Memoriale x Carmelo Buda

Giovedi,   1 di Dicembre,  Preside Padre John Whittla
Giovedi,   8 di Dicembre, Memoriale x Giuseppe Scarfo
Giovedi, 15 di Dicembre, Memoriale x J. M. Conceicao
Giovedi, 22 di Dicembre, Memoriale x tutte l'anime
Giovedi, 29 di Dicembre, Memoriale x tutte l' anime